La sedia del potere

Darth Vader aveva la sua meditazione pod, gli ingegneri di Prometeo avevano le loro stazioni di controllo utero-like, il Capitano Kirk la sedia del capitano… I personaggi della fantascienza si distinguevano per i loro posti esclusivi che significavano il potere.  Esistono posti simili nella realtà?  La MWE Lab ci prova con la “Emperor 1510 LX”.
E’ il futuro ambiente di lavoro: un monitor di supporto a scomparsa in grado di supportare fino a cinque monitor (tre da 27 pollici e due da 19 pollici), un sedile reclinabile, un sistema audio Bose e rivestimenti in pelle italiana. Con $ 21.500 vi portate a casa una stazione di lavoro che sembra n veicolo spaziale, e forse con il prezzo ci siamo quasi.

[via arstechnica]

Voto il Movimento 5 stelle perché non è un partito

Ho tanti amici che cercano di convincermi a non votare per il Movimento 5 Stelle o, come dice la maggior parte, per Grillo. A quelli a cui ho detto che sono anni che non voto mi hanno risposto che avrei fatto bene a continuare così. E allora vi rispondo e vi sintetizzo le mie ragioni.

Innanzitutto fatemi premettere che il Movimento 5 Stelle (M5s) non è un partito è non ha ideologie “finalistiche” da difendere, ma solo una serie di obiettivi da raggiungere su cui si può concordare o meno. In secondo luogo sia il programma che le liste elettorali sono stati formati completamente in rete, con ampia discussione sui meetup. In terzo luogo non ha bisogno di tenere su l’ambaradan dei partiti con tanto di sedi, segretari e addetti a vario titolo (e soldi che girano vorticosamente); se non avete la minima idea di cosa significhi questo, anche solo in termini economici, può voler dire solo due cose: o non sapete cos’è un partito e/o un’organizzazione politica perché non c’avete mai avuto a che fare, o non sapete proprio di cosa parlate perché credete ancora a babbo natale.

Questa piccola premessa contiene già gli elementi primordiali della democrazia e se la cosa vi apparirà strana è solo perché non l’avete mai agita.

Ho un’esperienza politica tale da conoscere partiti, politici e i meccanismi che li sorreggono e se nella vostra vita avete fatto altro vi svelo un segreto: i partiti (piccoli, medi o grandi) sono strutture complesse che non si reggono su idee, programmi o interessi comuni (forse su interessi diffusi si). Utilizzano tutti lo stesso modello di “forma-partito” che deriva da un misto tra Democrazia Cristiana delle correnti e craxismo dei yuppies. Sono delle aziende atipiche con tanto di dipendenti ma con strani profitti. Forse non immaginate che l’idea nasce proprio dalla vecchia DC che, con un appoggio parlamentare ultra-trasversale, nel 1974 approva una legge con la quale lo Stato finanzia tutti i partiti presenti in parlamento secondo il loro peso di deputati. Ma forse non ricordate neppure che a più riprese i radicali di Pannella hanno cercato attraverso più referendum di abolire questa stortura e che nel ’93 ci riescono con il 90% dei voti; solo che appena un anno dopo (e contro il volere democraticamente espresso di tutti quegli elettori) con il classico “trucco delle tre carte” i partiti del parlamento italiano si mettono d’accordo e reintroducono una legge sul “rimborso elettorale” alla quale, come se non bastasse, bisogna aggiungere il finanziamento pubblico all’editoria (della quale ne beneficiano anche i giornali di partito) e il 4 per mille.  Questo è soltanto un quadro minimo ma se volete farvene un’idea più dettagliata andatevi a rileggere quello che scrivevano Stella e Rizzo nel 2007.

Se non vi basta questo per capire con che sorta di “idrovore” avete a che fare quando siete davanti a una sezione di un partito, aggiungeteci i guadagni di chi sceglie di fare il politico di mestiere. Ma non pensate soltanto ai parlamentari ma anche ai rappresentanti di camere molto più basse che nella peggiore delle ipotesi, anche in paesini di mille abitanti, racimolano più di mille euro al mese tra indennità e rimborsi di diverso tipo. Poi ci sono gli enti pubblici, semi pubblici e semi privati nei quali eleggere consigli di amministrazione, amministratori unici, direttori, collegi, comitati, commissioni, esperti, ecc… tutti sempre pagati e rimborsati perché, ricordatevelo, la politica nessuno la fa gratis.

In verità, far politica dovrebbe essere un onore oneroso, da cui sfuggire e invece è talmente ambito che le persone scalciano per calarsi anche nella più infima delle commissioni anche solo per pochi euri di rimborso.

E non parliamo poi di questi nostri rappresentati che appena si tratta della propria famiglia o della propria salute disprezzano per primi le istituzioni pubbliche e allora mandano i figli solo nelle scuole private, dall’asilo fino all’università (provate a contare quanti figli di politici sono stati, per esempio, alla Bocconi o alla Luiss e  molti direttamente presso facoltà straniere) e si fanno curare in cliniche private o straniere.

Questo è una parte del sistema che si tiene su e si autoalimenta e le persone che fanno? Si preoccupano se un movimento come M5s prende il 15% ? Io dico che già basterebbe questo per augurarsi un piccolo scombussolamento del sistema.  Se poi pensate che le grida di Grillo, qualche incertezza, qualche fesseria siano le premesse per il nuovo fascismo o siete sulla strada sbagliata e troppo occupati per guardare le cose con i vostri occhi e informarvi di persone, oppure siete troppo invasati da un’idea di partito che vi illudete possa risolvere i vostri problemi o quelli di una giustizia più in generali

E’ vero, probabilmente tra i “grillini” non trovate facce conosciute e io non ho trovato nessun mio vecchio compagno con il quale ho fatto manifestazioni antifasciste ma ve lo dicevo prima, questo movimento non si costituisce ideologicamente, non si pone cause ultime ma soltanto programmi minimi da realizzare, punto su punto. Se per esempio ti sta bene la TAV allora fai prima a votare Monti, Berlusconi, e anche Bersani.

Ma veniamo al programma, perché son convinto che molti non l’hanno neanche letto; io vi elenco sinteticamente le cose che ho sottolineato e che mi interessano maggiormente.

 Energia

Incentivazioni per le fonti rinnovabili e biocombustibili e applicazione di norme già in essere, ma disattese, sul risparmio energetico.

 Informazione

Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento dei giornali; cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito (larga banda gratuita per tutti i cittadini italiani) e copertura completa dell’Adsl su tutto il territorio nazionale. Satalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia e fornitura, da parte dello Stato, degli stessi servizi a prezzi competitivi a ogni operatore telefonico.

 Economia

1)      introduzione della class action, abolizione delle scatole cinesi in borsa, abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate, introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate, introduzione di un tetto per gli stipendi dei manager delle società quotate in borsa e delle aziende con partecipazione rilevante dello Stato, divieto di nomina di persone condannate in via definitiva come amministratori in aziende partecipate dallo Stato o quotate in borsa (come per es. Paolo Scaroni dell’Eni), abolizione delle stock options, divieto di acquisto a debito di una società.

2)      Divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale e introduzione della responsabilità e compartecipazione alle perdite degli istituti finanziari per i prodotti finanziari che offrono alla clientela.

3)      Abolizione della legge Biagi e sussidio di disoccupazione garantito.

4)      Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno; abolire i monopoli di fatto, come quelli di Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset e Ferrovie dello Stato e mettere in opera disincentivi alle aziende che generano un danno sociale.

5)      Riduzione del debito pubblico attraverso forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari.

Trasporti

Blocco immediato della Tav in Val di Susa. Disincentivare l’uso dell’automobile nei centri urbani e aumentare e rafforzare le tratte ferroviarie legate al pendolarismo.

Salute

L’Italia è uno dei pochi paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale e questa cosa è sempre più minacciata sia dal federalismo (attribuzione alle regioni dell’assistenza sanitaria) che dalla tendenza a far diventare le ex ASL delle aziende che devono far prevalere l’economia sulla salute. Quindi la sanità deve restare pubblica e i ticket dovranno essere imposti sulle prestazioni non essenziali in modo progressivo e proporzionale al reddito.

Istruzione

Abolizione della legge Gelmini; finanziamento pubblico solo per la scuola pubblica e investimenti nella ricerca universitaria.

Vincono le peggiori primarie

Siamo stati abituati a pensare ai partiti come elementi sostanziali del nostro sistema politico. In parte è vero, almeno per quella parte che attiene alla nostra organizzazione sociale,  ma soprattutto perché non conosciamo ancora forme diverse in quanto in questo campo si sperimenta poco.

Se volessimo mettere in una scala evolutiva i progressi delle organizzazioni politiche in relazione alle scoperte tecnologiche non ci ritroveremo neanche il motore a scoppio; sicuramente saremmo ancora imbrigliati nel risolvere problemi come lo smaltimento della cacca dei cavalli.

Forse il paragone sembrerà azzardato ma anche se l’avvicinassimo di più, prendendo un involucro sociale similare come la famiglia, i partiti resterebbero comunque più indietro.  Questa primaria organizzazione, che Hegel amava definire microcosmo riflesso della società, ha accelerato molto di più il suo processo evolutivo modificando quei capisaldi che sembravano vitali: il patriarca (a dispetto della cultura cattolica) è rimasto un semplice elemento retorico; la stabilità e durevolezza non sono più suoi elementi essenziali come non sono più esclusivamente costitutivi i figli e le madri.

In verità i partiti cambiano soltanto pelle come i serpenti ma restano ben impermeabilizzati nella loro struttura costituente. La loro finta mal gestione della rete è uno dei tanti sistemi di auto-difesa.

Prendiamo le varie primarie appena concluse e in un caso solo annunciate  -un sistema non nuovo, risalente addirittura al 1847 che le nostre organizzazioni politiche cercano di rifilarcelo come contemporaneo-  sono state un tentativo iperbolico di far spuntare elementi di democrazia con trucchi da quattro soldi.

Soltanto il Movimento 5 Stelle  ha dimostrato di volere utilizzare, non dico democraticamente, ma almeno lealmente lo strumento: nessuna candidatura è stata posta come precostituita e tutte le “primarie“, dalle candidature, alla campagna elettorale e fino al voto, si sono svolte completamente on-line.

Non ho parlato di democrazia perché non era questo il senso del post, ma soltanto sottolineare come i partititi fingono di interessarsene occupandosi, invece, a tempo pieno di quell’antico puzzle che li tiene in vita attraverso complicati equilibri  instabili creati da persone stabili.

Che ce ne viene a noi di tutto questo? Poco, molto poco, né democrazie e né società del futuro; soltanto una flebile speranza, che almeno perda il peggiore.

Multi-touch, seconda curva a destra

Scrive Alex Williams che “la prossima generazione di applicazioni richiederanno agli sviluppatori di pensare di più dell’essere umano”.  Se molti di noi si aspettano già domani un ampliamento della presenza di display-touch (dai tavoli ai piani da lavoro, dai comodini agli specchi del bagno) e dei comandi vocali saranno sorpresi (forse) da una piccola rivoluzione in termini di complessità.

Uno dei primi aggeggi a diventare obsoleto sarà il buon vecchio mouse: i 3 o più tasti e rotellina scroll lasceranno il posto a un multi-touch che avrà bisogno delle dita di entrambe le mani. Gli oggetti digitali saranno manipolati ma con la sensazione tattile dei nostri polpastrelli e della nostra pelle.

Si lo so che son parole già sentite da vent’anni, ma sapere che team come quello di Microsft, solo per citarne qualcuno, è al lavoro per tracciare la strada delle nuove interfacce utente è una bella speranza.

analogical and beyond

Il nostro rapporto con le persone non è banalmente analogico anzi tutti i nostri sforzi sono protesi verso il digitale (sia con le persone che con le cose) anche quando pensiamo che siano di forza contraria.

Tendiamo a digitalizzare di più il rapporto con le cose che non con le persone? Credo di no. In realtà abbiamo un rapporto mediano a 360 gradi e tendiamo a tirare le cose e le persone un po’ di qui e un po’ di la: mentre stridono ai nostri sensi quelle strane ibridazioni come il famoso “pennino per l’iPad” (sul quale scherziamo sempre) ci abbandoniamo in nostalgiche discussioni su consolidati procedimenti artigianali (che producono manufatti “che rimarranno nel tempo”) o intorno a gustosi sapori artigianali “di una volta”.

Qualche anno fa ho assistito a una piccola discussione tra alcuni produttori veneti di Merlot circa l’uso delle botti di rovere o di acciaio inox per la conservazione del vino. Ovviamente quelli che sostenevano l’acciaio avanzavano motivazioni di carattere pratico e igienico ma venivano aspramente rimproverati, se non “scomunicati”, dai sostenitori del legno. Proprio mentre sorseggiavamo un giovane Merlot io cercai di ricordare, a quei pochi che mi ascoltavano, che nella storia ci sono sempre stati passaggi, svolte, slanci in avanti e lo stesso percorso ha fatto pure il vino che non è sempre stato conservato in botti di legno, anzi il loro trasposto è avvenuto per secoli in anfore di terracotta  adagiate sulla sabbia nelle stive delle navi per poi essere conservato a destinazione in orci sempre di terracotta (la stessa cosa si faceva con l’olio).  Il problema nasceva nel trasporto via terra che quando andava bene portava a destinazione il 50% del prodotto. Grazie ai Celti prima e ai tedeschi poi ci siamo ritrovati con le botti di legno sia per il trasporto che per la conservazione (la più famosa, quella di Heidelberg, viene citata in “Moby Dick”).

Comprensibilmente insieme al contenitore si è trasformato anche il contenuto: il vino ha abbandonato il suo vecchio sapore e odore per acquisirne uno nuovo, forse meno apprezzato ieri ma tanto amato oggi.

Questo ragionamento mi viene in mente ora perché ieri sera, in un bel “instaperitivo”, avevamo accennato un ragionamento che poteva stare in questa scia e riguardava la differenza tra amicizie digitali e analogiche, ovvero tra persone con le quali siamo in relazione esclusivamente all’interno di un social network (che qualcuno ancora si ostina a chiamare virtuali, come se nella realtà non esistessero affatto) e quelle alle quali abbiamo stretto la mano o abbiamo messo la mano sulla spalla. Che differenza abbiamo notato? Quasi nulla. Eliminato un po’ di imbarazzo iniziale (almeno per me) chi ci era simpatico e interessante prima lo è rimasto anche dopo.

Allora, a chi ci chiede “come sarà domani?”  possiamo tranquillamente rispondere che continueremo a trovare persone che continua a bere vino conservato in un’anfora, e che i nostri rapporti saranno identici ma su dimensioni (tre o più) diverse.

Così come abbiamo imparato ad apprezzare il sapore del legno per quello della terracotta, sapremo vivere i nostri rapporti presenti.

I nostri lenti ma inevitabili passi in avanti saranno fatti anche se il futuro non riusciremo a raggiungerlo mai (starà sempre più avanti e non solo per definizione).

Il passato prossimo venturo è Bing Maps

Qualche giorno fa, sul blog di Bing Community,  viene annunciato l’aggiornamento dell’applicazione “Bing Maps World Tour“; si tratta dell’implementazione delle mappe ortofotografiche   visualizzabili in alta risoluzione, con una grande qualità in 3D anche al massimo ingrandimento (nella foto ho provato uno zoom sul mio quartiere).

Al momento Bing ha elaborato il 46%  delle mappe per circa 2.771.192 chilometri quadrati ma, ovviamente, il progetto aspira a coprire l’intero globo e quindi dovremmo ritrovarci, a breve, delle mappe fotografiche in 3D ricche di dettagli brillanti e ben definiti.

La soluzione pensata dalla Microsoft in partneship con la DigitalGlobe (la società che l’8 ottobre 2009 ha lanciato il satellite “WorldView-2” per il telerilevamento ad alta risoluzione) è l’uovo di Colombo: anziché viaggiare su automobili, motorini e biciclette su e giù per tutte le strade a fotografare soltanto il mondo “percorribile”, si utilizzano sistemi di telecamere aeree (UltraCamG) che permettono una mappatura da grande distanza ma con elevata definizione.

In tal modo, oltre a a catturare il 50% di pixel in più rispetto a qualsiasi altro sistema di “digital aerial camera mapping”, con una precisione che varia dai 15 ai 30 centimetri (ogni pixel dello schermo equivale a circa 6-12 centimetri al suolo),  si riuscirà ad ottenere mappe più dettagliate anche di strade non percorribili con un grande risparmio di tempo e di denaro.